Rubens, la guerra dei 30 anni e l’Europa di oggi

Lorenzo Berardi

PROGETTI VISIVI

9/3/20261 min read

A volte un’opera d’arte riesce a parlare non solo del proprio tempo, ma anche del nostro. È quello che accade con Le conseguenze della guerra di Pieter Paul Rubens, un dipinto del 1637-1638 che, pur appartenendo pienamente all’età barocca, sembra ancora oggi attuale se lo si osserva pensando all’Europa e alla guerra in Ucraina. Il suo messaggio, infatti, non riguarda un episodio singolo, ma la distruzione che ogni conflitto porta con sé. Dal punto di vista iconografico, Rubens costruisce il quadro posizionando al centro Marte, il dio della guerra, armato e lanciato in avanti con energia violenta. Venere prova a trattenerlo, ma non riesce a fermarlo.Vicino a lui agisce anche la Discordia, che lo spinge verso il caos e la devastazione. Intorno si vedono figure travolte dal disordine, donne disperate, oggetti spezzati, strumenti musicali e libri abbandonati, segni del fatto che la guerra non distrugge solo vite umane, ma anche arte, cultura, armonia e civiltà. Secondo alcune interpretazioni compare persino l’Europa stessa, raffigurata come una donna ferita e addolorata. Dal punto di vista iconologico, il significato è ancora più forte. Rubens non vuole rappresentare il coraggio militare né la gloria della vittoria, ma denunciare la follia del conflitto. Marte simboleggia una forza cieca che travolge tutto, mentre Venere rappresenta l’amore e la pace, incapaci di opporsi alla violenza. Il dipinto, quindi, trasmette che quando domina la guerra, a essere colpita è l’intera società, non soltanto i soldati.Per capire davvero quest’opera, bisogna inserirla nel contesto storico in cui nasce. Rubens la dipinge durante gli ultimi anni della Guerra dei Trent’anni, il più grande conflitto europeo fino ad allora, che devastò l’Europa centrale dal 1618 al 1648. La guerra iniziò come scontro religioso tra cattolici e protestanti nel Sacro Romano Impero, ma si trasformò in un conflitto politico molto più ampio, capace di coinvolgere varie potenze europee come Francia, Inghilterra, Germania, Austria e Spagna, interessate all’equilibrio del continente. Alla fine lasciò dietro di sé distruzioni enormi, soprattutto nei territori tedeschi, con città che persero fino al 40% della popolazione, villaggi saccheggiati e crisi economica. La Pace di Westfalia del 1648 chiuse il conflitto e cambiò profondamente l’assetto politico europeo.