Il sonno della ragione genera mostri
Affinità tra Goya e Poe
Ash Tabusi
10/25/20262 min read


Edgar Allan Poe (Boston 1809 - Washington 1849) è stato un poeta, scrittore e critico letterario statunitense, figura fondamentale della letteratura gotica e dell'horror moderno. È considerato un autore indispensabile sia per aver contribuito allo sviluppo di questi generi, sia per la sua profonda riflessione teorica sullo stile, di cui parla nel saggio La filosofia della composizione, nel quale illustra, secondo il suo metodo, come comporre una storia. Tra le sue opere più celebri ci sono Il cuore rivelatore e Il gatto nero, nei quali traspare una grande capacità descrittiva e di generare immediata tensione psicologica. Uno dei tratti chiave della sua scrittura è l’uso di un narratore inaffidabile: una voce che racconta gli eventi attraverso il proprio filtro, rivolgendosi anche direttamente al lettore per commentare e analizzare le proprie azioni. Se dovessimo scegliere nelle arti visive un corrispettivo di Poe, un possibile esempio potrebbe essere il pittore e incisore spagnolo Francisco Goya. Sebbene vissuti a distanza di qualche decennio e contesti geografici e storici differenti, i due artisti condividono sorprendentemente diversi parallelismi. Entrambi sono riusciti a rappresentare la sensibilità verso gli aspetti più oscuri e profondi del Romanticismo, come l’introspezione dei personaggi, l’inquietudine, la malinconia, la componente del grottesco ed il forte legame con il paesaggio come rappresentazione simbolica dell’animo umano. Goya e Poe sono uniti inoltre da storie tragiche, le difficoltà con la propria salute, al lutto precoce di persone a loro molto vicine o anche il fatto di aver vissuto dei periodi di isolamento soprattutto verso il periodo maturo delle loro vite. In particolare, il periodo artistico di Goya che meglio si sposa con la narrativa di Poe è quello della fase finale della sua vita, nella quale il suo stile pittorico si trasforma, diventando molto più cupo a causa della crisi personale avvenuta in seguito agli eventi della Guerra d’indipendenza spagnola e la perdita dell’udito. Il legame tra questi due artisti si nota particolarmente nell’acquaforte Il sonno della ragione genera mostri (1797-99). In questa incisione, l’artista riesce a rendere visibili le paure del personaggio rappresentato, mostrando il confine tra ragione e follia, e riportando l’aspetto interiore del protagonista nell'opera. Goya riesce quindi a trasmettere le stesse cose che fa Poe quando scrive dell’allucinazione e dell’incubo che diventano la materia stessa dell’opera. Possiamo così osservare come, nonostante la distanza storica e la diversità dei mezzi utilizzati, Goya e Poe finiscono per incontrarsi sullo stesso terreno: quello di chi ha saputo dare una forma visibile all’invisibile, trasformando il disordine dell’anima in un’esperienza estetica immortale.
Artefatti
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