Musica: spampy e salmo

Sofia Tocchi

10/18/20262 min read

Spampy, pseudonimo di Francesco Spampinato, è un giovane cantante e producer di ventuno anni. Ha partecipato all’ultima stagione della serie “nuova scena” e ha cominciato a far conoscere la sua arte. Cominciò a pubblicare i suoi primi brani su Spotify a partire dal 2019, anno circa ufficiale dell’inizio della sua carriera. A fine 2025 ha lanciato il suo ultimo album “IL LATO NERO”, autoprodotto. È un album da 15 tracce, di cui aveva già fatto uscire solo “Il lato nero” che prende il nome dal titolo del disco. Ha raccontato più volte di avere una passione per la musica che si porta sin da piccolo, che è il motivo che lo ha spinto a cominciare a produrre le sue canzoni. Ha recentemente pubblicato un singolo chiamato “MAI DIRE MAI” contando ad oggi quarantaquattromila ascoltatori mensili, ed ha annunciato sui suoi profili social che sta lavorando ad altri progetti futuri. Spampy secondo me ha fatto un lavoro bellissimo con il suo disco, a partire dal fatto che riesce a spaziare di genere senza nessuna difficoltà ad arrivare ai testi delle canzoni. E’ secondo me una delle migliori promesse che abbiamo attualmente nella scena rap italiana emergente, e che porterà avanti innumerevoli progetti in singolo e con altri artisiti.

Salmo, pseudonimo di Maurizio Pisciottu, è un noto rapper italiano entrato nella scena musicale a partire dal 2014. Nel 2016, quando aveva 31 anni, pubblicò il disco “Hellvisback”, il primo album iconico dell’artista a scalare le classifiche nonché ad oggi il suo album più noto. Un disco molto personale: in alcuni brani come “1984” o “hellviseback” parla addirittura di critiche sociali, caricandoli di una rabbia verso la superficialità della società. In brani come “mic teaser” e “Daytona” parla invece del suo personaggio e delle maschere che lui stesso si impone. Il mese scorso Salmo ha annunciato il remake di questo album, creando così “Hellviseback 10 Years Later”, aggiungendo però cinque nuovi brani sullo stesso stile. Ad oggi Salmo è arrivato nuovamente primo in classifica, dopo che non accadeva dal 2016. A mio parere l’idea di riformulare il suo primo album che entrerò nella storia del rap è stata geniale. Ha invogliato tutti coloro che lo seguono o che lo hanno seguito in passato perlomeno ad ascoltare questo album. Ho trovato poi le nuove tracce molto in linea con quello che era il suo vecchio stile, seppur nel tempo sia ovviamente cambiato. In conclusione è secondo me un disco che andrebbe ascoltato almeno una volta per capirne appieno il significato.