Slogan e spazio pubblico usato in modo privatistico
Lorenzo Berardi
10/18/20261 min read


Nel corso dell’ultima settimana, nella nostra scuola si è aperta una discussione che va oltre il singolo episodio e riguarda un tema molto più grande: come devono essere usati gli spazi comuni? Il dibattito è nato all’interno di un progetto, avviato già dall’anno scolastico 22/23, con Venus Urban Art, che prevede interventi creativi sui muri dell’istituto attraverso bombolette spray e slogan scelti insieme agli studenti. In una classe è stata realizzata la scritta “DIO E’ (anche) DONNA”, ma alcuni studenti l'hanno ritenuta potenzialmente offensiva verso più sensibilità religiose e quindi divisiva in un luogo che dovrebbe essere pubblico come la scuola, frequentata ogni giorno da studenti con idee politiche, convinzioni religiose e sensibilità diverse. Proprio per questo dovrebbe evitare di ospitare messaggi provocatori o ideologici che, invece di unire, finiscono per escludere.
Il problema non riguarda soltanto il contenuto di certe frasi, ma c’è anche una questione strettamente artistica. Se la creazione di una frase e la realizzazione devono occupare al massimo due ore, il risultato difficilmente può essere definito vera street art. Nella maggior parte dei casi si tratta di interventi superficiali, spesso eseguiti da chi non ha mai maneggiato una bomboletta spray nella propria vita. Il rischio è che invece di valorizzare il linguaggio del writing, lo si riduce a decorazione improvvisata, a volte addirittura a caricatura. E questo, oltre a essere poco rispettoso dello spazio comune, finisce per essere anche un insulto alla street art stessa, che richiede tecnica, studio, e tempo.
Inoltre, la maggior parte di questi progetti sono finanziati con soldi pubblici, ed è quindi legittimo chiedersi se sia giusto investire risorse comuni per realizzare scritte che rappresentano l’opinione dei singoli e che generano polemiche prevedibili. Il denaro pubblico dovrebbe servire a creare occasioni di valore condiviso, non a sponsorizzare messaggi di parte.
Utilizzare le pareti della scuola significa lasciare un segno visibile e duraturo, proprio per questo servirebbe maggiore attenzione e confronto.
Artefatti
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