Twelve angry man

Come un film in bianco e nero è più magnetico di molti prodotti seriali contemporanei

10/18/20262 min read

“It’s not easy to raise my hand and send a boy off to die without talking about it first.”

Questa frase racchiude perfettamente quello che è il cuore di questa pellicola, che dibatte sulla giustizia, l’etica e l’importanza delle decisioni individuali.

12 Angry Men, o La parola ai giurati, è un film del 1957 ed è l’esordio alla regia di Sidney Lumet, conosciuto anche per Quinto potere (1976), Serpico (1973) o Assassinio sull’Orient Express (1974).

La vicenda si svolge quasi interamente in un’aula di tribunale, un unico ambiente asfissiante all’interno del quale dodici giurati sono chiamati a decidere la sorte di un ragazzo dei quartieri poveri accusato di parricidio. Per emettere un verdetto è necessaria l’unanimità, ma il Giurato n.8 (interpretato dal grande attore Henry Fonda), rivendica il beneficio del dubbio di fronte alla superficialità degli altri giurati, sicuri di voler condannare l’imputato.

Nonostante si tratti di un film degli anni Cinquanta, affronta dei temi importanti anche al giorno d’oggi come il pregiudizio razziale e sociale, e l’importanza del dubbio critico.

La stanza della giuria in questo modo diventa un modello che rispecchia perfettamente la società stessa, nel quale prevale la fretta di concludere il proprio lavoro a ogni costo per andare a vedere una partita di baseball, il rancore di un padre o il classismo verso chi viene da condizioni meno agiate.

All’inizio della pellicola, Lumet posiziona la telecamera in alto, utilizzando obiettivi grandangolari con il fine di dare un senso di distacco e ampiezza. Man mano che la tensione sale, il regista passa a obiettivi a focale lunga, abbassando l’obiettivo all’altezza degli occhi. Questa tecnica permette allo spettatore di sentirsi rinchiuso nella stessa situazione dei personaggi. L’uso del linguaggio visivo racconta perfettamente il pregiudizio che soffoca la verità.

I dialoghi sono estremamente coinvolgenti ed è proprio questo che rende il film “da vedere assolutamente”. Soltanto attraverso le parole, la pellicola contiene più tensione di gran parte dei film contemporanei, dimostrando come non servano grandi budget e effetti speciali per catturare l’attenzione dello spettatore. In un’epoca pregna di CGI, 12 Angry Men è un inequivocabile dichiarazione che la forza del cinema risiede ancora nella scrittura e nelle interpretazioni degli attori.